Il 25 settembre 2026 il gruppo NanoSmartLab ha partecipato alla Notte Europea dei Ricercatori ERNEST, presso Piazza Santa Maria la Nova a Napoli, nell’ambito delle attività di divulgazione scientifica promosse dal CNR. L’evento ha coinvolto ricercatrici, ricercatori, studenti e famiglie attraverso dimostrazioni ed esperimenti pensati per avvicinare il pubblico alla ricerca scientifica.NanoSmartLab ha preso parte all’attività n. 12, “La scienza che si vede: dalla rigenerazione ai biosensori”, coordinata da Valentina Marchesano. (https://www.cnr.it/en/event/20728/la-rete-creo-alla-notte-dei-ricercatori-ernest)


Un ruolo centrale nella partecipazione del gruppo è stato svolto dalla dottoranda Amalia D’Avino, che ha rappresentato NanoSmartLab durante le attività aperte al pubblico, illustrando a bambini, ragazzi e giovani visitatori alcuni principi fondamentali dell’interazione tra nanoparticelle d’oro e luce.
Attraverso semplici esperimenti visivi, Amalia ha mostrato come fenomeni che avvengono su scala nanometrica possano essere osservati indirettamente anche a occhio nudo. In particolare, l’attività ha illustrato tre aspetti principali: l’effetto Tyndall, l’assorbimento selettivo della luce e il rapporto tra dimensione delle nanoparticelle e colore del colloide. Nel materiale didattico utilizzato durante la dimostrazione viene mostrato, ad esempio, come il fascio di un laser diventi visibile in presenza di nanoparticelle d’oro grazie alla diffusione della luce.
Un secondo esperimento ha permesso di spiegare l’assorbimento selettivo di determinate lunghezze d’onda e il caratteristico colore rosso del colloide d’oro. Il materiale presentato collega questo comportamento alla risposta plasmonica delle nanoparticelle.
Infine, i visitatori hanno potuto osservare come il colore delle sospensioni di nanoparticelle d’oro possa cambiare in funzione della loro dimensione e del loro stato di aggregazione. Il passaggio da tonalità rosse verso colori più scuri o violacei costituisce una manifestazione visibile delle variazioni della risonanza plasmonica superficiale.
Questi fenomeni non rappresentano soltanto esperimenti suggestivi dal punto di vista divulgativo, ma costituiscono anche una base importante per lo sviluppo di biosensori plasmonici. Le nanoparticelle d’oro sono infatti particolarmente interessanti perché la loro risposta ottica è sensibile a variazioni di dimensione, forma, aggregazione e ambiente circostante. In presenza di specifiche interazioni molecolari, tali variazioni possono tradursi in cambiamenti misurabili del segnale ottico.
Questo principio può essere sfruttato nella progettazione di biosensori capaci di riconoscere specifiche molecole biologiche, convertendo un evento di riconoscimento su scala nanometrica in un segnale ottico rilevabile. In alcuni sistemi, queste variazioni possono arrivare a produrre un cambiamento di colore osservabile direttamente, rendendo le nanoparticelle d’oro particolarmente interessanti per applicazioni di diagnostica, sensing e dispositivi point-of-care.

La partecipazione all’evento ha rappresentato quindi un’occasione preziosa per mostrare come concetti fondamentali di nanoscienza e nanofotonica possano essere collegati direttamente alle applicazioni nel campo dei biosensori.
- La preparazione dell’attività ha visto anche il supporto di Alessia Milano e Bryan Guilcapi, che hanno contribuito all’organizzazione e alla preparazione del materiale necessario per la dimostrazione.
- Un ringraziamento particolare va ad Amalia D’Avino, per il ruolo svolto durante l’attività e per la capacità di rendere comprensibili concetti scientifici complessi a un pubblico giovane, attraverso un approccio sperimentale, diretto e coinvolgente.
- NanoSmartLab desidera inoltre ringraziare Lucia Petti, Principal Investigator e responsabile del gruppo NanoSmartLab, per la guida scientifica e il costante supporto alle attività di ricerca e divulgazione del gruppo. Un sentito ringraziamento va anche a Valentina Marchesano per l’accoglienza, il coordinamento e per aver reso possibile la partecipazione di NanoSmartLab all’attività. La pagina ufficiale del CNR la indica come coordinatrice dell’attività n. 12.
LINEA EDITORIALE
Sebbene Amalia D’Avino, Alessia Milano e Bryan Guilcapi non risultino attualmente indicati individualmente nella pagina online dell’attività, NanoSmartLab desidera riconoscere pubblicamente il loro contributo alla preparazione e alla realizzazione della partecipazione del gruppo a ERNEST 2026. (https://www.cnr.it/en/event/20728/la-rete-creo-alla-notte-dei-ricercatori-ernest)
Esperienze come la Notte Europea dei Ricercatori mostrano quanto la divulgazione scientifica sia parte integrante della ricerca: spiegare concetti complessi in modo accessibile significa creare un ponte tra laboratorio e società, stimolare curiosità e avvicinare le nuove generazioni al mondo della scienza.
Per NanoSmartLab, mostrare come una semplice interazione tra luce e nanoparticelle d’oro possa trasformarsi in un segnale visibile significa anche raccontare un principio più ampio: come la nanotecnologia possa convertire fenomeni invisibili in informazioni utili per il sensing e la diagnostica.








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